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Play on Plaid
da un idea di Bartolomeo Sailer (Wang inc.)
in collaborazione con Alan D'Incà (Positiveflow)


In giorni in cui si fa a gara a piantare bandierine sotto la calotta polare artica per acaparrarsi l'ultima goccia di petrolio mi si è concretizzato l'apocalittico scenario alla Mad Max dove non si ha più energia se non per le cose fondamentali. Come far sopravvivere l' arte elettrica? Sicuramente le fonti di energia rinnovabile possono essere la risposta: così nasce Play on Plaid.
pop
Immaginatevi un Plaid nel mezzo di un prato, una giornata di sole e alcuni Nerd della musica che con i loro protatili generano dolci melodie elettroniche: non un rumore di generatori, non una puzza di combustibile ma solo le note del computer e il profumo dell'erba appena tagliata.
guillaume con il kit
Nel settembre 2007 nasce, per sensibilizzare gli artisti digitali sulle tematiche ecologiche, Play on Plaid. Fu un primo esperimento per vedere quanto era facile in Italia realizzare un concerto alimentato a pannelli solari. Le difficoltà non furono poche ma alla fine ci siamo riusciti. Play on Plaid in quell'occasione ha dimostrato una sostanziale arretratezza del Paese in materia di energie rinnovabili ma anche una grossa attenzione dell'opinione pubblica a queste tematiche.
pop
Nell'edizione X.0 ogni artista verrà equipaggiato di un kit portatile a pannelli solari con il quale potrà per esempio scalare un monte e farsi ispirare dalla vista della città dall'alto.
Il kit è realizzato con una spesa abbordabile per chiunque voglia replicare l'esperienza (circa 400euro), dimostrando come sia relativamente facile poter dotare il proprio portatile (cellulare, ipod o altri piccoli apparecchi digitali) con un'alimentazione
ad energia solare.
Logicamente il nostro kit è un po più ingombrante di quello che potrebbe essere per essere maggiormente visibile.
Esso fornisce una potenza di 100w.
Ultimamente ne abbiamo realizzato una versione più trasportabile.
vvasi con il kit
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